Fucksia

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OUT NOW!

[muerte015] Fucksia - Photophobie

Muertepop records presents "Photophobie", debut release of the Italian electronic artist Fucksia. About thirty minutes of sweet and fine indietronica, like being closed in a room watching the rain through the window.

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twitter.com/fucksiamusik:

    Nella natura del divenire costruire è attraversare, attraversare è lasciarsi alle spalle. Scatto una foto alle cose che perdo e la chiamo memoria. Mentre il tempo confonde le parti, se l’uno tende ogni istante a staccarsi da sé, se l’altro è ciò che per natura stai diventando: quali braccia rimarranno per accogliere? quale carattere per opporsi? Di fronte al mare aperto di ogni nuovo inizio, pensare così forte che tutti possano sentire.


    — 1 anno fa

    Scender le scale sfiorando il muro
    non dare importanza
    a chi passa vicino.
    Cercando qualcosa di indefinito
    la notte svanisce al piano di sopra.

    Nelle mia mente
    ogni cosa sopravvive in silenzio
    sento l’attrito
    di grida esiliate dal mondo.

    Come frammenti pulsanti di vita
    voci alterate si sono dissolte.
    Dove i miei occhi le hanno chiamate,
    dove i miei occhi le hanno chiamate,
    dove il giorno ferito impazziva di luce,
    dove il giorno ferito impazziva di luce…

    — 1 anno fa

    E così veniamo avanti
    simili in tutto a quelli di ieri
    aggrappati a un’immagine
    condannata a descriverci
    dimmi, non è così?

    e poi ci ritroviamo
    divisi da nuove alleanze
    senza più nulla da nascondere
    solo più accorti
    nel mostrare i punti
    dove la vita ristagna,
    le cattive abitudini
    quasi sempre appagate
    e ci sediamo
    in un camerino affollato
    in un treno che parte
    continuamente sospesi
    tra questo corpo e la scena
    le nostre ore canoniche
    le nostre ore contate
    ancora troppo presto
    per organizzare il proprio sgargiante declino
    ma non abbastanza da non averne un’idea

    io non ti cerco
    io non ti aspetto
    ma non ti dimentico

    — 1 anno fa

    Voi,
    voi che noi amiamo,
    voi non ci vedete,
    non ci sentite,
    ci credete molto lontani
    eppure siamo così vicini.
    Siamo messaggeri che portano la vicinanza
    a chi è lontano,
    siamo messaggeri che portano la luce
    a chi è nell’oscurità,
    siamo messaggeri che portano la parola
    a coloro che chiedono.
    Noi siamo luce,
    noi siamo messaggio:
    siamo i messaggeri.
    Noi non siamo niente,
    voi siete il nostro tutto.
    Lasciateci vivere nei vostri occhi,
    guardate il vostro mondo attraverso noi,
    riconquistate insieme a noi
    lo sguardo pieno d’amore,
    allora noi
    saremo vicini a voi
    e voi
    a Lui.

    — 1 anno fa
    Iloscia

    Iloscia vaga serena nelle sue fantasie
    Perduta nei meandri del suo mondo
    A volte così avvenente,troppo spesso così reale
    Iloscia è così sola,ma ha con se i suoi sogni
    Immagina ciò che sarebbe,se fosse reale
    E tutto assume un aspetto migliore
    Anche il dolore,non fa male,non più
    Iloscia è solo un sogno che qualcuno ha smesso di sognare
    E’ una fantasia di plexiglas ancora impacchettata
    Che nessuno aprirà mai…
    Mai…

    — 1 anno fa
    Edward Hogs…Quentin Tan

Anke  quel giorno,come al solito, il giovane contabile Edward Hogs tornò a  casa passando per Kensington Street…arrivò a casa,la stessa casa ove era  nato, e troppo stanco per consumare il suo pasto modesto andò  direttamente a letto…a sognare la vita che avrebbe voluto…
Si  svegliò nel bel mezzo della notte…notò la sua finestra aperta…si alzò  per chiuderla…ritornò a letto ma un rumore lo turbò…qualcosa nella  stanza era caduto rompendosi…un vaso…si rialzò dal letto e accese,con la  stessa difficoltà di un cieco, il lume posto sul comodino e rimase  perplesso nel vedere una strana ombra riflessa sul muro saltellare a  destra e a manca per la stanza…
Sbalordito cercò di trovare il suo possessore…si guardò intorno ma…nn vide nessuno…
Vi  si avvicinò cautamente e notò che l’ombra aveva l’aspetto di un ragazzo  e che la stessa con strani gesti cercava di comunicare con lui…
Ad  un tratto la finestra si spalancò nuovamente…e un ragazzo,che non so in  che modo si potesse capire ,”assomigliava” all’ombra stessa entrò nella  stanza…volando…
Penso che tutti possiate immaginare lo stupore del Signor Hogs,che nei suoi 39 anni non aveva visto mai una cosa del genere…
«Ecco  dov’eri dannata ombra…ti ho cercato in quattro diverse case e tu invece  eri qui a far danni…stupida ombra…»disse il ragazzo con uno  strano sorriso…
L’ombra  impaurita scappo quasi schernendolo…e il giovane ragazzo volante la  rincorse per tutta la stanza…«Vieni qui»urlò più e più  volte…ma a nulla valsero le sue grida…
Dopo  un buon quarto d’ora riuscì a riprendere la sua cara ombra e come se  nulla fosse successo si avvicinò al Signor Hogs che impaurito scappò a  nascondersi dietro il letto…
«Hey dico a te…dove scappi???»disse il ragazzo…
«C…c…c…chi..io?»disse il Signor Hogs con voce impaurita
«E  chi altrimenti?…Ci siamo solo io e te nella stanza…a parte l’ombra  naturalmente…comunque bando alle ciance…hai mica ago e filo?»
«Ago e filo?…Certo..ma..ma..ma…»
«Prendimelo  allora…altrimenti come la ricucio l’ombra?…Non posso certo girare tutta  la città ogni volta che scappa…almeno così so come tenerla  ferma»
Il  signor Hogs balzò improvvisamente…«Ho capito…sto sognando…per  forza…tu non puoi essere reale…io so chi sei…tu sei Peter Pan»
«Peter  Pan???Ma mi stai offendendo o cosa???Io non sono Peter Pan..sono  Quentin Tan…altro che quel ragazzino di Peter»disse e  continuò«Lo conosco bene quello lì…lui e la sua Isola…puah…io non  ho certo fatto i suoi errori…lui non sa quello che fa…io  invece…»disse Quentin
«Tu invece???…Ma quindi vuol dire che lo conosci…ma com’è possibile?…Sto sognando…non c’è dubbio»
«Non  stai sognando vecchio bacucco…certo che lo conosco…ero uno dei suoi  bambini sperduti o come cavolo li chiama lui…bah…ke  gente…»ribattè Quentin e continuò«Ha fatto solo errori…e  non lo vuole capire…io ad esempio utilizzo una politica nuova…diversa…MI  DAI L’AGO E IL FILO O NO???»
Edward  prende dal cassetto ago e filo e impaurito glielo porge e riscappa dietro il letto.
Quentin  si sedette e inizio a cucire la sua ombra a se stesso e intanto ordinò a  Edward di sedersi sul letto…non gli piaceva parlare con persone che non  poteva guardare…
Il  signor Hogs obbedì e ancora molto impaurito si sedette sul letto,sempre  a debita distanza, dandosi pizzicotti,strofinandosi gli occhi e  mormorando qualcosa a bassa voce…
Quentin  sempre con il capo rivolto verso il basso  continuò«Vedi»disse«Peter ha fatto tantissimi  errori…cioè quello che ha fatto e che continua a fare lui in fin dei  conti è la stessa cosa che faccio io…solo che io…ecco…lo faccio in  maniera abbastanza diversa…non so se capisci…no…non penso come può  capirmi un vecchio bacucco come te…ora ti spiego..»
«Io  dal mio quartier generale in via Cieli Neri n°17 a NeverTown so che  Peter porta i bambini nella sua Isola…che poi tanto bella non è…insomma  non è nulla di particolare…il problema è che tiene i bambini lì con lui e  questi vivono per sempre la loro giovinezza…ma la vivono lì…quando  questi decidono di tornare a casa dimenticano tutto…e diventano come  tutti…assetati di potere…dediti solo al denaro e al lavoro…diventano  vecchi depressi e grassi…e dimenticano tutto…i ricordi felici…come si  vola…la bellezza del gioco e dell’amicizia…il tempo trascorso all’Isola  che non c’è…allora mi domando… a cosa serve se poi non cambia  nulla…Edward?»
Hogs lo guardò ancora più spaventato…«Come conosci il mio nome…?»
Quentin  alzò lo sguardo e lo fissò«Ecco…vedi…tu sei l’esempio  lampante…non mi riconosci eppure tu sei stato sull’Isola insieme a  me…siamo tornati insieme…solo che tu hai deciso di crescere…io  no…»
«Ma…ma…»balbettò Hogs«Io non capisco…»
«Immagino…vecchio  e rincitrullito come sei…comunque non è questo il problema…ti stavo  spiegando la mia politica…ecco vedi…io faccio ciò che fa Peter…ma lo  faccio qui e in tutto il mondo…lo faccio in modo tale che nessuno  dimentichi…faccio sì che tutti possano cambiare e che tutti possano  avere ricordi felici…faccio sì che possano ricordare o creare ciò che  non possano ricordare…faccio sì che possano essere  sorridenti…liberi…»
Si alzò dalla sedia…e guardò il suo capolavoro…la sua bella ombra cucita a puntino
«Wendy  almeno qualcosa ce l’ha insegnato bene…cucire..era la migliore…vecchia  cara Wendy…»poi il suo viso diventò triste«quanto ti ho  amato…ma tu non mi hai mai nemmeno guardato…a lei piaceva  Peter…sai?…Forse perché era un leader…forse perché aveva dei buoni  argomenti…forse perché era lì…o forse non ci ha mai pensato…bah…ormai è  cresciuta anche lei…sono anche andato a trovarla…ma non si è mai  svegliata…e forse come te non mi avrebbe comunque riconosciuto…piccola  cara Wendy»
Hogs  intanto sempre più perplesso,quasi stesse assistendo ai deliri di un  pazzo,rimaneva lì muto e immobile…d’altronde…cosa avrebbe potuto fare?
«Edward ti saluto…grazie per aver ritrovato la mia ombra e soprattutto grazie per l’ago e il filo…»
Lo  guardò aprì la mano e vi soffiò facendo volare una strana polverina  luccicante che invase il corpo di Hogs che iniziò a starnutire…
«Fa  lo stesso effetto a tutti…»disse Quentin e rise…e mentre saliva  sulla finestra disse«Dimenticavo…ti ho portato delle cose…le  avevi dimenticate…tieni..e..buoni ricordi felici»gliele lanciò in  una sacca e volò via…com’era venuto…dal nulla..dal buio della notte…
Edward aprì la sacca e vi trovò una cappellino,un sacchetto di biglie e un orsacchiotto di peluche…
Rimase  lì a guardarli per tantissimo tempo…e ricordò…i bagni fatti  nell’Isola…le lotte con i Pirati…Wendy,che aveva amato anche lui,come  tutti i bambini dell’Isola…Capitan Uncino…il coccodrillo…Spugna…e  l’innocenza…la gioia…la dolcezza…
Una  lacrima cadde dal suo viso sorridente…si alzò e volò via dalla  finestra…corse da tutti i bambini sperduti ormai cresciuti…andò via…per  far si che anche loro ricordassero tutto…decise di girare  tutto il mondo,e non solo…x dare ricordi felici a tutti…e capì così la  strana politica di Quentin Tan…il ragazzo dalla casacca rossa…il suo  migliore amico dell’Isola che non c’è…

 Fin

    Edward Hogs…Quentin Tan

    Anke quel giorno,come al solito, il giovane contabile Edward Hogs tornò a casa passando per Kensington Street…arrivò a casa,la stessa casa ove era nato, e troppo stanco per consumare il suo pasto modesto andò direttamente a letto…a sognare la vita che avrebbe voluto…

    Si svegliò nel bel mezzo della notte…notò la sua finestra aperta…si alzò per chiuderla…ritornò a letto ma un rumore lo turbò…qualcosa nella stanza era caduto rompendosi…un vaso…si rialzò dal letto e accese,con la stessa difficoltà di un cieco, il lume posto sul comodino e rimase perplesso nel vedere una strana ombra riflessa sul muro saltellare a destra e a manca per la stanza…

    Sbalordito cercò di trovare il suo possessore…si guardò intorno ma…nn vide nessuno…

    Vi si avvicinò cautamente e notò che l’ombra aveva l’aspetto di un ragazzo e che la stessa con strani gesti cercava di comunicare con lui…

    Ad un tratto la finestra si spalancò nuovamente…e un ragazzo,che non so in che modo si potesse capire ,”assomigliava” all’ombra stessa entrò nella stanza…volando…

    Penso che tutti possiate immaginare lo stupore del Signor Hogs,che nei suoi 39 anni non aveva visto mai una cosa del genere…

    «Ecco dov’eri dannata ombra…ti ho cercato in quattro diverse case e tu invece eri qui a far danni…stupida ombra…»disse il ragazzo con uno strano sorriso…

    L’ombra impaurita scappo quasi schernendolo…e il giovane ragazzo volante la rincorse per tutta la stanza…«Vieni qui»urlò più e più volte…ma a nulla valsero le sue grida…

    Dopo un buon quarto d’ora riuscì a riprendere la sua cara ombra e come se nulla fosse successo si avvicinò al Signor Hogs che impaurito scappò a nascondersi dietro il letto…

    «Hey dico a te…dove scappi???»disse il ragazzo…

    «C…c…c…chi..io?»disse il Signor Hogs con voce impaurita

    «E chi altrimenti?…Ci siamo solo io e te nella stanza…a parte l’ombra naturalmente…comunque bando alle ciance…hai mica ago e filo?»

    «Ago e filo?…Certo..ma..ma..ma…»

    «Prendimelo allora…altrimenti come la ricucio l’ombra?…Non posso certo girare tutta la città ogni volta che scappa…almeno così so come tenerla ferma»

    Il signor Hogs balzò improvvisamente…«Ho capito…sto sognando…per forza…tu non puoi essere reale…io so chi sei…tu sei Peter Pan»

    «Peter Pan???Ma mi stai offendendo o cosa???Io non sono Peter Pan..sono Quentin Tan…altro che quel ragazzino di Peter»disse e continuò«Lo conosco bene quello lì…lui e la sua Isola…puah…io non ho certo fatto i suoi errori…lui non sa quello che fa…io invece…»disse Quentin

    «Tu invece???…Ma quindi vuol dire che lo conosci…ma com’è possibile?…Sto sognando…non c’è dubbio»

    «Non stai sognando vecchio bacucco…certo che lo conosco…ero uno dei suoi bambini sperduti o come cavolo li chiama lui…bah…ke gente…»ribattè Quentin e continuò«Ha fatto solo errori…e non lo vuole capire…io ad esempio utilizzo una politica nuova…diversa…MI DAI L’AGO E IL FILO O NO???»

    Edward  prende dal cassetto ago e filo e impaurito glielo porge e riscappa dietro il letto.

    Quentin si sedette e inizio a cucire la sua ombra a se stesso e intanto ordinò a Edward di sedersi sul letto…non gli piaceva parlare con persone che non poteva guardare…

    Il signor Hogs obbedì e ancora molto impaurito si sedette sul letto,sempre a debita distanza, dandosi pizzicotti,strofinandosi gli occhi e mormorando qualcosa a bassa voce…

    Quentin sempre con il capo rivolto verso il basso continuò«Vedi»disse«Peter ha fatto tantissimi errori…cioè quello che ha fatto e che continua a fare lui in fin dei conti è la stessa cosa che faccio io…solo che io…ecco…lo faccio in maniera abbastanza diversa…non so se capisci…no…non penso come può capirmi un vecchio bacucco come te…ora ti spiego..»

    «Io dal mio quartier generale in via Cieli Neri n°17 a NeverTown so che Peter porta i bambini nella sua Isola…che poi tanto bella non è…insomma non è nulla di particolare…il problema è che tiene i bambini lì con lui e questi vivono per sempre la loro giovinezza…ma la vivono lì…quando questi decidono di tornare a casa dimenticano tutto…e diventano come tutti…assetati di potere…dediti solo al denaro e al lavoro…diventano vecchi depressi e grassi…e dimenticano tutto…i ricordi felici…come si vola…la bellezza del gioco e dell’amicizia…il tempo trascorso all’Isola che non c’è…allora mi domando… a cosa serve se poi non cambia nulla…Edward?»

    Hogs lo guardò ancora più spaventato…«Come conosci il mio nome…?»

    Quentin alzò lo sguardo e lo fissò«Ecco…vedi…tu sei l’esempio lampante…non mi riconosci eppure tu sei stato sull’Isola insieme a me…siamo tornati insieme…solo che tu hai deciso di crescere…io no…»

    «Ma…ma…»balbettò Hogs«Io non capisco…»

    «Immagino…vecchio e rincitrullito come sei…comunque non è questo il problema…ti stavo spiegando la mia politica…ecco vedi…io faccio ciò che fa Peter…ma lo faccio qui e in tutto il mondo…lo faccio in modo tale che nessuno dimentichi…faccio sì che tutti possano cambiare e che tutti possano avere ricordi felici…faccio sì che possano ricordare o creare ciò che non possano ricordare…faccio sì che possano essere sorridenti…liberi…»

    Si alzò dalla sedia…e guardò il suo capolavoro…la sua bella ombra cucita a puntino

    «Wendy almeno qualcosa ce l’ha insegnato bene…cucire..era la migliore…vecchia cara Wendy…»poi il suo viso diventò triste«quanto ti ho amato…ma tu non mi hai mai nemmeno guardato…a lei piaceva Peter…sai?…Forse perché era un leader…forse perché aveva dei buoni argomenti…forse perché era lì…o forse non ci ha mai pensato…bah…ormai è cresciuta anche lei…sono anche andato a trovarla…ma non si è mai svegliata…e forse come te non mi avrebbe comunque riconosciuto…piccola cara Wendy»

    Hogs intanto sempre più perplesso,quasi stesse assistendo ai deliri di un pazzo,rimaneva lì muto e immobile…d’altronde…cosa avrebbe potuto fare?

    «Edward ti saluto…grazie per aver ritrovato la mia ombra e soprattutto grazie per l’ago e il filo…»

    Lo guardò aprì la mano e vi soffiò facendo volare una strana polverina luccicante che invase il corpo di Hogs che iniziò a starnutire…

    «Fa lo stesso effetto a tutti…»disse Quentin e rise…e mentre saliva sulla finestra disse«Dimenticavo…ti ho portato delle cose…le avevi dimenticate…tieni..e..buoni ricordi felici»gliele lanciò in una sacca e volò via…com’era venuto…dal nulla..dal buio della notte…

    Edward aprì la sacca e vi trovò una cappellino,un sacchetto di biglie e un orsacchiotto di peluche…

    Rimase lì a guardarli per tantissimo tempo…e ricordò…i bagni fatti nell’Isola…le lotte con i Pirati…Wendy,che aveva amato anche lui,come tutti i bambini dell’Isola…Capitan Uncino…il coccodrillo…Spugna…e l’innocenza…la gioia…la dolcezza…

    Una lacrima cadde dal suo viso sorridente…si alzò e volò via dalla finestra…corse da tutti i bambini sperduti ormai cresciuti…andò via…per far si che anche loro ricordassero tutto…decise di girare tutto il mondo,e non solo…x dare ricordi felici a tutti…e capì così la strana politica di Quentin Tan…il ragazzo dalla casacca rossa…il suo migliore amico dell’Isola che non c’è…

     Fin

    — 1 anno fa con 1 nota
    Take me to the moon…

    Take me to the moon…

    — 1 anno fa

    Mi muoverò con gesti attenti così che tu non possa udire
    ti sentirai comunque attratto pericolosamente
    controllerò con calma qualunque movimento del mio corpo
    nel mio essere come esplodere di noia
    misurerò le oscillazioni delle tue braccia della mia bocca
    mi guarderai come un eclissi lo stesso senso di stupore
    in un bicchiere nel freddo intenso le mie pulsioni
    nel mio essere come esplodere di noia
    ringrazio dio che mi ha fatto troppo poco intelligente
    dio mi ha fatto troppo poco intelligente
    davanti a me la guarigione fuoco nel fuoco nell’infinito
    non leggo mai non studio mai non parlo mai
    nel mio essere come esplodere di noia

    — 1 anno fa con 1 nota